E’ QUELLA NATURA LA TUA NATURA

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Qualche giorno fa ho incontrato Matteo, il collega col quale condivido il progetto Insieme in Natura e responsabile delle attività di educazione ambientale al Parco degli Aironi, per un produttivo brainstoarming sulle attività da proporre nel 2019.

E’ bello questo lavoro.

E’ uno di quei lavori in cui non smetti mai di lavorare, perché tutto può fornire valide idee nei momenti più impensati, e allo stesso tempo è un non lavorare mai. In fondo, fu Confucio ad affermare “fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. Vero.

Eppure, allo stesso tempo, è un continuo impiegare energie: sopralluoghi, formazione, cartografia, programmi, convegni, conferenze, idee nuove, brainstoarming, preparare e costruire materiale, marketing, sito, pagine social, pubblicità, collaborazioni, aspetti assicurativi e legali, fiscalità, equipaggiamento, tour operator, viaggi in auto…

Poi ad un tratto tutto questo, tutta questa confusione, tutto questo mix di compiti da svolgere, di impegni da gestire e organizzare, svanisce. Via.

C’è quel momento in cui scendi dall’auto e, quando chiudi dietro di te la portiera, chiudi fuori tutto.

Allacci le stringhe degli scarponi, sistemi lo zaino sulle spalle.

E’ tutto ovattato, un silenzio surreale, in cui tutta la confusione, tutti gli impegni, sono fuori, ma tu non sei ancora dentro il sentiero.

E’ quel momento in cui sei tra la programmazione e il camminare, tra il sentiero sulla carta e quello da calpestare.

La macchina fotografica appesa al collo, la cartelletta con la cartina in mano, lo zaino sulle spalle, gli scarponi i tuoi fidati alleati.

Ti guardi intorno disorientato, esplori quello che finora avevi immaginato programmando.

Guardi bene com’è organizzato il parcheggio, individui il punto ristoro e il WC.

Poi muovi i primi passi. Il terreno sotto i piedi scricchiola, fruscia, attutisce i passi.

Alpi, Prealpi, Appennini, pianura, deserto, vulcano: ti sembra di causare baccano, a muoverti in quel santuario che è la natura, ovunque essa sia. 

Dunque procedi, e ora è solo un rigenerarsi.

Ti riempi gli occhi della bellezza che ti circonda; sfiori le foglie, tocchi le cortecce dei fusti, annusi i muschi e l’aria e i fiori.

Alle terme, nelle aree relax, si ascoltano sempre i suoni della natura; ma lì, mentre cammini, quei suoni sono veri, e allo stesso tempo ti rilassano e ti riattivano, ti fanno sentire vivo.

E’ solo un rigenerarsi. Nel senso che è tutto un rigenerarsi.

E’ a quello che appartieni, è quella natura la tua natura.

Allora tutti i pensieri e le preoccupazioni svaniscono, sei assolutamente presente. Qui ed ora.

Sei leggero, piacevolmente attento; ti godi la musica della vita che ti circonda, rilassato. Procedi con calma, soffermandoti sui particolari, osservando senza fretta.

Sei fuori dal tempo. Qui ed ora, ma fuori dal tempo.

Il tuo strumento migliore è il tuo corpo: i tuoi cinque sensi, i muscoli, i tendini, le ossa, gli organi.

Tutto è pienamente attivo, nulla è frenetico. E’ questo che fa sentire assolutamente vivi.

E’ questo che rende bello, proprio bello, questo lavoro.

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Questo articolo ha un commento

  1. Noemi

    Bellissima esperienza.
    Camminare è anche ritrovare sè stessi… ripartire per riscoprirsi
    Grazie Silvia!

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