HO TROVATO UN CUCCIOLO SELVATICO, COSA FACCIO?! PRIMA COSA: NON TOCCARLO!

caprioloo

COSA FARE E COSA NON FARE QUANDO SI TROVA IL CUCCIOLO DI UN ANIMALE SELVATICO (CAPRIOLO, CERVO, ECC)

Stai passeggiando (in campagna, in un bosco, in una radura, nell’erba alta, nel campo dietro casa) e ti imbatti nel dolcissimo cucciolo di un animale selvatico (capriolo, cervo, ecc). Come ti comporti?!

Tutti ci facciamo intenerire, tutti desideriamo essere d’aiuto. La prima reazione istintiva in genere è quella di accarezzarlo, magari prenderlo in braccio, portarlo a casa, chiamare le forze dell’ordine…NO!! Non devi assolutamente toccarlo, per nessuna ragione, anche se è ferito.

Dobbiamo cambiare la nostra reazione istintiva, essere più consapevoli e meglio informati.

Gli ungulati selvatici come i cervi, i caprioli o i daini, diffusi nelle Alpi, negli Appennini e nei boschi planiziali (es. il Parco Lombardo della Valle del Ticino), non hanno una vera e propria tana: l’erba alta è il loro miglior nascondiglio.

Nelle prime settimane di vita i piccoli restano nascosti accovacciati separatamente nell’erba alta, e sono raggiunti dalla madre sei/dieci volte al giorno per l’allattamento. In questo modo la madre cerca di attirare l’attenzione dei predatori su di sé, distogliendola dai piccoli. Si tratta del migliore meccanismo di protezione della prole che ha a disposizione.

Tuttavia, questo non preserva completamente i piccoli, anzi la loro mortalità risulta comunque molto elevata: sia per la predazione da parte di cani domestici lasciati liberi (quando fate la vostra passeggiata rilassante in campagna, lo chiamate e non arriva subito magari), sia per le macchine agricole, specialmente le falciatrici (es. purtroppo i campi di erba medica sono un nascondiglio a cui spesso i caprioli ricorrono).

Cosa fare dunque, se troviamo un cucciolo nascosto nell’erba alta? Per prima cosa per nessuna ragione dobbiamo toccarlo. Assolutamente vietato. La madre riconosce i piccoli solo tramite l’olfatto, tramite il loro odore: se noi ci avviciniamo troppo al piccolo o, peggio, lo tocchiamo, trasferiamo il nostro odore sul cucciolo, che non sarà più riconosciuto dalla madre. Non sarà più allattato e morirà di fame (e di sete).

Toccare un cucciolo accovacciato nell’erba significa condannarlo a morte certa.

In genere chi trova il piccolo lo prende e chiama il veterinario. A quel punto al veterinario restano due alternative: abbatterlo subito, per evitargli sofferenze, oppure prendersi carico della sue cure e della sua crescita, finchè non sarà abbastanza autonomo per essere trasferito nel recinto di qualche area naturale, privato della libertà per sempre.

Non belle prospettive insomma, se interveniamo nel modo sbagliato. Ecco dunque cosa fare.

Prima di tutto evitiamo di avvicinarci o di toccarlo.

Se siamo sicuri di non aver trasferito il nostro odore (o quello del nostro, eventuale, cane), la cosa migliore da fare è allontanarci, lasciare il piccolo tranquillo: presto sarà raggiunto dalla madre per l’allattamento.

Se invece temiamo di aver compromesso la situazione, o notiamo che è ferito:

  • se ci troviamo in un’area naturale protetta, chiamiamo subito il relativo Centro di Recupero Fauna Selvatica (es. nel Parco Lombardo della Valle del Ticino il numero è 02/29004366
  • se non ci troviamo in un’area naturale protetta, telefoniamo subito al numero 112, segnaliamo la situazione e aspettiamo pazientemente che intervega anche il medico veterinario competente.

Essere pazienti e collaborativi è sempre l’atteggiamento migliore da assumere, per il bene del piccolo e per il nostro: preservare la biodiversità che ci circonda non può che apportare benefici alla nostra salute, mentale e fisica.

Riassumendo: non toccare il cucciolo per nessuna ragione, non avvicinarti troppo, allontanati con calma senza spaventarlo, tieni al guinzaglio il tuo Fido, chiama il 112 o il Centro di Recupero Fauna Selvatica più vicino.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Brava Silvia, questi sono accorgimenti molto importanti che è bene ripetere spesso perché arrivino a tutte le persone che frequentano l’ambiente naturale.
    Mi sento di dire che in generale ogni contatto con gli animali selvatici debba essere evitato (sia di contatto che di foraggiamento) perché potrebbe essere pericoloso e rompere un equilibrio dell’ecosistema che non conosciamo.

    Personalmente, considero giusta la distanza per cui l’animale continua a fare quello che sta facendo senza essere stressato dalla mia presenza. se scappa, è perché mi sono avvicinata troppo.

    Grazie per l’opportunità di riflessione
    ciao

    1. Sono pienamente d’accordo!
      Se li ami, li rispetti: ammiralo da lontano, senza disturbarlo.
      Purtroppo se ne parla molto nel nostro ambito, ma “al di fuori” è nebbia: il “nuovo” cervo maschio del Parco degli Aironi è stato proprio trovato l’autunno scorso da un uomo che passeggiava in campagna nei pressi di Tradate, e l’ha preso con sè.

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