Riguardo Bassano del Grappa

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Siete mai stati a Bassano del Grappa? Avete mai percorso una trincea o una galleria della Grande Guerra?

Io sono partita per Bassano del Grappa senza sapere bene cosa aspettarmi.

Di quello che a scuola avevo studiato riguardo la Prima Guerra Mondiale ricordavo la Triplice Alleanza, le trincee, le maschere a gas. Ricordavo una Germania mortificata con le condizioni di fine guerra, e la fretta di finire in tempo questo capitolo per dedicarci con calma alla Seconda Guerra Mondiale.

Tra Pavia a Bassano ci sono circa 265 km e più di tre ore di auto; io guido una Punto con alle spalle quindici anni di lodevole servizio, gentilmente offerta dal nonno che, con ottantotto anni di lodevole servizio, ormai non ha più la patente.

Ogni volta che preparo i bagagli per un viaggio che non sia un trekking di più giorni mi ripeto che tutto quello che mi serve può stare in uno zaino. Alla fine parto che, se non avessi la Punto, dovrei affidarmi ad almeno un mulo.

Questa partenza era un po’ ignota, un po’ strana: come ho anticipato, non sapevo bene cosa aspettarmi, cosa avrei fatto. Camminare sui sentieri delle trincee o incontrare guide e veterani in città? Neve oppure no? Tutte le sere fuori a cena oppure in casa a riordinare il materiale? E poi, quante sere, quanti giorni?

Sapevo solo che mi avrebbe ospitato Annalisa, una cara amica di mio padre, a Romano d’Ezzellino. Sapevo che sarei dovuta arrivare per sera perché lei il martedì sarebbe stata impegnata tutto il giorno.

Mi sono lasciata alle spalle Pavia il mattino alle dieci e ho raggiunto Bassano nel primo pomeriggio: un bel sole caldo, aria fresca, cielo terso e l’energia del nuovo. L’energia di esplorare qualcosa di nuovo, di camminare per una città sconosciuta seguendo l’istinto, e di scoprirla man mano.

Ho subito incontrato i Giardini Parolini, ho gironzolato per le vie del centro, mi sono ristorata in un bar per caricare il cellulare per poi bighellonare di nuovo, finchè non mi sono imbattuta nella Libreria Palazzo Roberti.

E’ stato amore a primo ingresso.

Voi credete che le librerie, le biblioteche, i libri, in qualche modo lo avvertano quel senso di muta reverenza, rispetto, amore, che proviamo quando sperimentiamo il sacro che loro trasmettono?

Straparlo. Sono entrata nella Libreria Palazzo Roberti, che è la più bella, la più grande e la meglio fornita in cui mi sia imbattuta finora.

Tre ore lì dentro sono volate come niente, come i numeri sul mio conto quando ho scrisciato la carta. Però la soddisfazione che provavo era incalcolabile.

Ogni volta che mi muovo in nuove zone per conoscere il territorio e fare sopralluoghi, le librerie e gli uffici turistici sono una tappa fissa ricca di informazioni introvabili su internet, allo stesso modo lo sono i bar e i bar/trattoria, se sai capire quali sono quelli “furbi”.

Sono stati quattro giorni intensi e ricchi di incontri, scoperte, meraviglie e lunghi silenzi di riflessione e devo questi quattro giorni all’incredibile energia di Annalisa.

Ho esplorato i sentieri delle trincee, sono entrata nella Galleria Vittorio Emanuele III, ho aspettato il tramonto temporeggiando al Sacrario militare di Cima Grappa; dall’alto ho ammirato la catena delle Dolomiti, le Pale di Sant Martino, il Lagorai, i Colli Euganei, il Montello, il Piave. In fondo a tutto, dove lo sguardo si perde all’orizzonte, la laguna di Venezia, e oltre la Croazia.

Ho conosciuto veterani, Alpini, guide storiche.

A Bassano ho visitato l’Ossario, ho bevuto un “meso e meso” (mezzo e mezzo), ho comprato una grappa, un formaggio “bastardo” ben stagionato, una marmellata strana. Ho passeggiato sul Ponte Vecchio, da cui hanno tratto ispirazione tanti “ponti coperti” nel mondo.

Il cielo, in quei giorni limpidi, è sempre stato punteggiato di atleti in parapendio e mi immaginavo cosa dovessero provare a sorvolare quel paesaggio così eterogeneo, così ricco di storia, di un passato ancora vivo e pulsante.

E’ stato bello, e dai quei quattro giorni ho tratto tre proposte diverse di accompagnamento, che a breve pubblicherò sul sito: COMING SOON, non vedo l’ora di condividere quelle emozioni con voi!

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