STOP ALLA PLASTICA!

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DIECI ACCORGIMENTI PER PRODURRE MENO PLASTICA, PERCHE’ RICICLARE E’ IL MINIMO, MA NON ABBASTANZA.

Ci provo e riprovo, ma la plastica che produco ogni volta è sempre troppa. E’ vero che la possiamo riciclare, ma ormai il riciclo è solo il minimo: è imprescindibile ormai produrre meno plastica, il meno possibile.

E’ un’emergenza. Nel tuo pesce, nella carne, nella frutta, nella verdura, nei volatili. Le microplastiche ormai ce le stiamo già mangiando da tempo. I nostri rifiuti, quelli che ci fanno tanto schifo, che dopo un po’ puzzano, tornano dentro di noi. Li respiriamo, li beviamo, li ingeriamo se non li ricicliamo. E ormai anche riciclare non è più sufficiente, ne produciamo troppi.

Dobbiamo produrre meno plastica, il meno possibile. Si può fare a meno della plastica. La prima resina termoindurente di origine sintetica è stata realizzata del 1907: gli esseri umani però prima erano riusciti a vivere anche senza.

Come iniziare a produrre meno plastica senza rinunciare alla praticità?

1 – La COPPETTA MESTRUALE.

Ragazze, la coppetta mestruale è MITICA! Ho iniziato a usarla su consiglio della ginecologa, perché soffrivo spesso di cistite e di irritazioni. La coppetta mestruale è decisamente più igienica di tutti gli altri assorbenti in circolazione. Inoltre, è molto più pratica e comoda, e economica.

La si trova in commercio online, nei negozi Tigotà e al supermercato. I prezzi variano molto: io ho comprato la mia in un negozio Tigotà a 24,00 euro. Ne basta una. Bisogna scegliere la taglia corretta sulla base delle istruzioni indicate sulla confezione. Sempre secondo le istruzioni la si indossa al mattino, si trascorre tutta la giornata senza mai doversi preoccupare di perdite (se l’abbiamo inserita correttamente) o di cambiarsi (per me che sono sempre sempre in giro è stato un salto di qualità pazzesco, è tutto molto meno complicato). Arrivate a sera la svuotiamo nel water, la laviamo con acqua fredda e detergente e poi la disinfettiamo in acqua bollente. Dopo esser stata disinfettata, è pronta per essere riutilizzata. Ragazze, mai più senza.

2 – La BORRACCIA: colorata, personalizzata, della misura e della forma che preferiamo. Basta bottigliette di plastica!

3 – L’ACQUA DEL RUBINETTO O LE CASE DELL’ACQUA: l’acqua nelle bottiglie di plastica fa male! Le bottiglie di plastica contenenti bevande trascorrono viaggi interminabili chiuse nei camion sotto il sole cocente, esposte a temperature per cui non vengono nemmeno testate. Arrivate nei market, non sempre gli operatori hanno lo spazio logistico o l’accortezza di tenerle in luoghi freschi e asciutti: io per prima ho visto sostare bancali di acqua minerale sotto il sole di agosto per ore e ore. Questo ci fa male: la plastica rilascia sostanze nocive dell’acqua che poi berremo. In più, dovremmo tutti bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno: quante bottiglie di plastica sono in una settimana? E quante in una famiglia di quattro persone? Oltre che la salute e l’ambiente, anche il portafogli ne trae beneficio. Generalmente l’acqua del rubinetto è molto buona, quella italiana tra l’altro è una delle più salubri. Se non vi fidate, vi basta scaricare dal sito del Ministero le tabelle dei valori del D. Lgs n. 31/2001 http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4464&area=acque_potabili&menu=controlli) e andare sul sito dell’ente preposto alla gestione acque potabili del vostro comune: scaricate le tabelle delle analisi più recenti e confrontate i valori limite del D. Lgs n.31/2001 con quelli delle analisi: se i valori delle analisi sono al di sotto dei limiti di legge, potete stare tranquilli. Se tuttavia non vi fidate, perché magari le vostre tubature sono un po’ vecchie, potete rivolgervi a un laboratorio di analisi ambientali privato, fornire un campione della vostra acqua del rubinetto e chiere l’analisi delle acque potabili secondo il D. Lgs 31/2001.

Se proprio l’acqua del rubinetto non fa per voi, munitevi di una serie di bottiglie di vetro e andate alle Case dell’Acqua settimanalmente.

Queste due soluzioni (Case dell’Acqua e acqua del rubinetto di casa), sono certamente più salutari, ecologiche e economiche della bottiglia di plastica.

Comprare l’acqua in bottiglia è davvero da Pleistocene dai.

4 – LAVARE PIATTI E STOVIGLIE/PIATTI E STOVIGLIE DI CARTA: certo che produrre meno spazzatura è sempre meglio, quindi pasteggiare in piatti di ceramica e poi lavarli è certamente più ecologico (senza contare che il cibo e le bevande sono più buoni e salutari se non stanno in contenitori di plastica), ma capisco che in circostanze particolari come grigliate di gruppo, feste di bambini, ecc, sia davvero molto molto comodo servirsi di stoviglie usa e getta: compriamole di carta!! Da Naturasì, nei supermercati Coop e nei negozi Tigotà sono in vendita piatti, bicchieri e stoviglie di carta: usiamo quelli! E’ anche più facile scrivere il nome dei bimbi su un bicchiere di carta, piuttosto che su uno di plastica.

Ecologico, salutare, comodo.

5 – Le SPUGNE e i PANNI ASSORBENTI in fibre naturali e di bambù. Tra cucina e bagno quante spugne usiamo ogni mese?! Presso i punti vendita Naturasì e online sono disponibili spugne e panni assorbenti in fibre naturali e bambù, completamente privi di sostanze plastiche: il prezzo, il consumo e l’uso del prodotto rimangono invariati (una spugna in fibra naturale pulisce altrettanto bene e non fa sentire la mancanza di quella in plastica e gomma), ma l’ambiente ringrazia!

6 – CONTENITORI PER ALIMENTI in vetro e in legno di bambù: se ormai abbiamo in casa i contenitori di plastica per conservare gli alimenti, usiamo quelli, ma se dobbiamo comprarne di nuovi, acquistiamoli in vetro o in legno di bambù (da Ikea se ne trovano di ogni misura e per ogni esigenza): è molto più salutare e certamente ecologico!

7 – SACCHETTI IN TELA E RETINE: per fare la spesa, invece di comprare chissà quanti sacchetti, che poi il più delle volte sono poco pratici e si rompono facilmente, muniamoci di sacchetti di tela, retine per frutta e verdura, oppure quelle belle borse resistenti vendute nei supermercati, e riutilizziamole ogni volta.

8 – PRODOTTI KM0: Super!! Non solo molto più buoni, non solo sai da dove arriva quello che mangi, non solo riduci il trasporto su gomma (meno code in autostrada, migliore viabilità, meno inquinamento), ma anche meno, molti meno, imballaggi! Spesso frutta e verdura sono vendute in confezioni da quattro pezzi, con grossi, inutili e dannosi (la conservazione degli alimenti ne risente) imballaggi di plastica, che in un attimo si appropriano dei nostri bidoni.

Se avete voglia potete fare una ricerca dei produttori locali nelle vicinanze, altrimenti molto più comodo è aderire all’iniziativa di Alveare Dice Sì: andate sul sito https://alvearechedicesi.it/it , selezionate la vostra località e il punto di ritiro più comodo per voi (es. a Pavia ci sono due punti di ritiro, io ho scelto l’Alveare gestito da Micaela, in via Ferrini), create il vostro account personale e iniziate la spesa: potete fare spesa online da tutti i produttori locali disponibili sul vostro alveare: frutta, verdura, carni bianche e rosse, salumi, latticini, uova, confetture, mieli, dolci, liquori, vini, bevande, cosmetici, ecc. Alcuni bio, altri no, per andare incontro alle esigenze di tutti. I prezzi viariano molto, da un produttore all’altro. Onestamente il mio portafogli non ha sentito la differenza, ma il mio palato e la mia salute hanno festeggiato!

9 – ATTENZIONE AGLI SCRUB : spesso negli scrub viso/corpo sono contenute microplastiche, anche quelli che riportano indicazioni bio/eco, ecc.

Bisogna leggere l’INCI (lista ingredienti dei cosmetici) e cercare sostanze che riportino la parola “gum”: in quel caso escludiamo il prodotto. Per ora ho trovato un paio di scrub viso interessanti che usano gusci di frutta secca triturata, uno non l’ho ancora testato, l’altro invece è lo scrub viso de “I Provenzali” all’olio di rosa mosqueta, molto valido.

10 – PRODOTTI SFUSI: sono sempre più numerosi i punti vendita locali che mettono a disposizione prodotti sfusi, con la possibilità di riutilizzare di volta in volta i contenitori riempiendoli. In alternativa, in alcuni supermercati Coop (non quello di Pavia purtroppo) e nei punti vendita Naturasì è possibile riempire i contenitori dei detersivi (piatti, panni, ammorbidente), riducendo la produzione di imballaggi.

Questi sono solo alcuni dei numerosi accorgimenti da prendere per produrre meno plastica, l’importante è acquisire coscienza del problema e inziare a migliorare le proprie abitudini.

E’ importante volere bene a noi stessi, e per farlo dobbiamo prima di tutto imparare ad amare e custodire l’ambiente in cui siamo immersi, a cui apparteniamo e da cui dipendiamo in toto.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. È un bel prospetto Silvia! A leggerlo mi sento virtuosa! Sono indietro con le spugne, ancora ferma a vileda. Non riesco a prendere il ritmo con la coppetta mestruale, forse non ho trovato quella giusta. Ma ho imparato a fare la crema corpo solida e ormai per lavarmi uso solo sapone di Aleppo. Tante piccole cose che ripetute per ogni individuo possono davvero cambiare il mondo: ciascuno di noi ha il potere di renderlo un posto migliore

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